Life’sLesson! Le esperienze che fai, sbagliate o giuste che siano te le porti, le porterai con te per tutta la tua vita.  Tutte le cose non fatte, non dette, non studiate, non viste, tutto quello che avresti dovuto amare che però non hai amato al momento giusto non le conoscerai mai, mai più! Tutti i sorrisi non dati, gli abbracci mancati all’amico che ne aveva bisogno, le lacrime non versate per vergogna, per pudore, non potrai recuperarle mai più! E quando avrai 60 anni e penserai alla tua giovinezza penserai a tutto questo e sarai triste! Io, invece, a 60 voglio poter raccontare ai miei nipoti tutte le esperienze fatte e poter essere felice di ciò che ho fatto, giorno per giorno! (:

Life’sLesson!

Le esperienze che fai, sbagliate o giuste che siano te le porti, le porterai con te per tutta la tua vita. 

Tutte le cose non fatte, non dette, non studiate, non viste, tutto quello che avresti dovuto amare che però non hai amato al momento giusto non le conoscerai mai, mai più!

Tutti i sorrisi non dati, gli abbracci mancati all’amico che ne aveva bisogno, le lacrime non versate per vergogna, per pudore, non potrai recuperarle mai più!

E quando avrai 60 anni e penserai alla tua giovinezza penserai a tutto questo e sarai triste!

Io, invece, a 60 voglio poter raccontare ai miei nipoti tutte le esperienze fatte e poter essere felice di ciò che ho fatto, giorno per giorno! (:

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Eyes! Quando mi guardi con quei maledettissimi bellissimi occhi, non ci riesco… Mi blocco!  Quanto li odio!

Eyes!

Quando mi guardi con quei maledettissimi bellissimi occhi, non ci riesco… Mi blocco! 

Quanto li odio!

SomeTears! Sono le prime quelle che fanno davvero male, quando non sai perché scendono, così dolci e così salate talmente cariche di amore e rabbia che non sai che pensare.  Ora so solo che ti vorrei qui con Me per sentirmi dire che va tutto bene!

SomeTears!

Sono le prime quelle che fanno davvero male, quando non sai perché scendono, così dolci e così salate talmente cariche di amore e rabbia che non sai che pensare. 

Ora so solo che ti vorrei qui con Me per sentirmi dire che va tutto bene!

TimeForgets! Ma tu non hai mai paura di affezionarti?  Non hai paura di poterti innamorare? Di iniziare a pensare spesso a quella persona? Non hai paura che possa non essere più un semplice gioco? Io si, ho paura! 

TimeForgets!

Ma tu non hai mai paura di affezionarti? 

Non hai paura di poterti innamorare?

Di iniziare a pensare spesso a quella persona?

Non hai paura che possa non essere più un semplice gioco?

Io si, ho paura! 

Kurt Vonnegut! “Se dovessi darvi un solo consiglio per il vostro futuro, allora vi direi: mettete gli occhiali da sole! Perché i benefici dell’impiego a lungo termine degli occhiali da sole sono stati provati scientificamente, mentre tutti gli altri consigli che ho da darvi sono basati, nulla più, sulla mia vagolante esperienza. Comunque eccoli. Godetevi la bellezza e la forza della vostra giovinezza. Fregatevene del resto. Non capirete quella bellezza e quella forza se non quando se ne saranno andate. Ma credetemi quando, fra vent’anni, guarderete le vostre vecchie foto, allora vi ricorderete, in un modo che adesso non potete nemmeno immaginare, quante possibilità c’erano dietro a voi e che fantastico aspetto avevate. Perché, sapete, non siete grassi come credete! Non preoccupatevi del futuro. Oppure, preoccupatevene, ma sapendo che tanto è un gesto inutile. Non vi aiuterà più di quanto masticare un chewing gum vi possa aiutare a risolvere un problema di algebra. I veri problemi della vita tendono ad essere cose che mai prima hanno incrociato le vostre preoccupazioni. Quel tipo di cosa che ti fulmina verso le quattro di un martedì qualunque. Fate, ogni giorno, una cosa che vi spaventi. Cantate. Non siate avventati con i cuori degli altri, ma non tollerate chi è avventato con il vostro cuore. E non perdete il vostro tempo con la gelosia. Vi accadrà di essere in testa, altre volte indietro. È una corsa lunga, ma alla fine è una corsa solo con voi stessi però. Ricordatevi dei complimenti che riceverete e dimenticate gli insulti. Conservate le vecchie lettere d’amore. Gettate via i vecchi estratti conto. Stiratevi spesso! Non sentitevi in colpa se non sapete cosa volete fare della vostra vita. Le persone più interessanti che conosco non sapevano cosa fare della loro vita quando avevano 22 anni. E alcuni dei più interessanti quarantenni che oggi io conosco non lo sanno ancora adesso. Prendete molto calcio. Siate gentili con le vostre ginocchia, quando cederanno vi mancheranno! Forse vi sposerete, forse no. Forse avrete dei bambini, forse no. Forse divorzierete a 40 anni, forse ballerete sul tavolo al party per le vostre nozze d’oro. In ogni caso, non congratulatevi troppo con voi stessi e nemmeno state troppo a borbottare contro voi stessi. Le vostre scelte saranno per metà frutto del caso, è così per tutti. Godetevi il vostro corpo. Usatelo in tutti i modi che potete. Non abbiate paura di lui o di cosa la gente pensa di lui. È il più grande strumento che mai avrete. Danzate, anche se non avete altro posto per farlo che la vostra camera. Leggete le istruzioni per l’uso, anche se non le seguirete.Non leggete le riviste di moda, vi faranno solo incazzare! Sforzatevi di conoscere i vostri genitori, non potete mai sapere quando se ne andranno. Siate gentili con i vostri fratelli e fratellastri. Sono il miglior legame che avete con il vostro passato e quelli che, più probabilmente, vi rimarranno attaccati nel futuro. Cercate di capire che gli amici vanno e vengono, ma alcuni, pochi, è bene tenerli stretti. Lavorate duro per costruire ponti sulla terra e nella vita, poiché più vecchi sarete più avrete bisogno di gente che vi conosceva quando eravate giovani. Vivete a New York almeno una volta, ma andatevene via prima di diventare troppo duri. Vivete in California almeno una volta, ma andatevene via prima di diventare troppo molli. Accettate alcuni inevitabili verità, tipo: i prezzi saliranno, i politici avranno delle amanti e voi diventerete vecchi. Quando lo diventerete, vi verrà da fantasticare che ai vostri tempi i prezzi erano ragionevoli, i politici persone nobili e i figli rispettavano i genitori. Ah! Rispettate i vostri genitori. Non aspettatevi aiuto da nessuno. Magari avete investito in azione sicure, magari avete una moglie sanissima ma non potete mai sapere quando tutto decide di andare storto. Non sprecate troppo tempo con i vostri capelli! O quando avrete 40 anni vi sembrerà di averne 85! E infine, guardatevi da quelli che vi danno consigli. Ma anche siate pazienti con loro. Dare consigli è un modo di avere nostalgia. È un modo di ripescare il proprio passato dall’oblio e di liberarsene. Riverniciando le pareti brutte e dandogli un valore che prima non aveva. E comunque alla fine, fidatevi di me, mettete sti occhiali da sole!”

Kurt Vonnegut!

“Se dovessi darvi un solo consiglio per il vostro futuro, allora vi direi: mettete gli occhiali da sole!

Perché i benefici dell’impiego a lungo termine degli occhiali da sole sono stati provati scientificamente, mentre tutti gli altri consigli che ho da darvi sono basati, nulla più, sulla mia vagolante esperienza.

Comunque eccoli.

Godetevi la bellezza e la forza della vostra giovinezza.

Fregatevene del resto.

Non capirete quella bellezza e quella forza se non quando se ne saranno andate.

Ma credetemi quando, fra vent’anni, guarderete le vostre vecchie foto, allora vi ricorderete, in un modo che adesso non potete nemmeno immaginare, quante possibilità c’erano dietro a voi e che fantastico aspetto avevate. Perché, sapete, non siete grassi come credete!

Non preoccupatevi del futuro. Oppure, preoccupatevene, ma sapendo che tanto è un gesto inutile. Non vi aiuterà più di quanto masticare un chewing gum vi possa aiutare a risolvere un problema di algebra.

I veri problemi della vita tendono ad essere cose che mai prima hanno incrociato le vostre preoccupazioni. Quel tipo di cosa che ti fulmina verso le quattro di un martedì qualunque.

Fate, ogni giorno, una cosa che vi spaventi.

Cantate.

Non siate avventati con i cuori degli altri, ma non tollerate chi è avventato con il vostro cuore.

E non perdete il vostro tempo con la gelosia.

Vi accadrà di essere in testa, altre volte indietro. È una corsa lunga, ma alla fine è una corsa solo con voi stessi però.

Ricordatevi dei complimenti che riceverete e dimenticate gli insulti.

Conservate le vecchie lettere d’amore.

Gettate via i vecchi estratti conto.

Stiratevi spesso!

Non sentitevi in colpa se non sapete cosa volete fare della vostra vita. Le persone più interessanti che conosco non sapevano cosa fare della loro vita quando avevano 22 anni. E alcuni dei più interessanti quarantenni che oggi io conosco non lo sanno ancora adesso.

Prendete molto calcio. Siate gentili con le vostre ginocchia, quando cederanno vi mancheranno!

Forse vi sposerete, forse no. Forse avrete dei bambini, forse no. Forse divorzierete a 40 anni, forse ballerete sul tavolo al party per le vostre nozze d’oro.

In ogni caso, non congratulatevi troppo con voi stessi e nemmeno state troppo a borbottare contro voi stessi.

Le vostre scelte saranno per metà frutto del caso, è così per tutti.

Godetevi il vostro corpo. Usatelo in tutti i modi che potete. Non abbiate paura di lui o di cosa la gente pensa di lui. È il più grande strumento che mai avrete.

Danzate, anche se non avete altro posto per farlo che la vostra camera.

Leggete le istruzioni per l’uso, anche se non le seguirete.Non leggete le riviste di moda, vi faranno solo incazzare!

Sforzatevi di conoscere i vostri genitori, non potete mai sapere quando se ne andranno.

Siate gentili con i vostri fratelli e fratellastri. Sono il miglior legame che avete con il vostro passato e quelli che, più probabilmente, vi rimarranno attaccati nel futuro.

Cercate di capire che gli amici vanno e vengono, ma alcuni, pochi, è bene tenerli stretti.

Lavorate duro per costruire ponti sulla terra e nella vita, poiché più vecchi sarete più avrete bisogno di gente che vi conosceva quando eravate giovani.

Vivete a New York almeno una volta, ma andatevene via prima di diventare troppo duri.

Vivete in California almeno una volta, ma andatevene via prima di diventare troppo molli.

Accettate alcuni inevitabili verità, tipo: i prezzi saliranno, i politici avranno delle amanti e voi diventerete vecchi. Quando lo diventerete, vi verrà da fantasticare che ai vostri tempi i prezzi erano ragionevoli, i politici persone nobili e i figli rispettavano i genitori.

Ah!

Rispettate i vostri genitori.

Non aspettatevi aiuto da nessuno. Magari avete investito in azione sicure, magari avete una moglie sanissima ma non potete mai sapere quando tutto decide di andare storto.

Non sprecate troppo tempo con i vostri capelli! O quando avrete 40 anni vi sembrerà di averne 85!

E infine, guardatevi da quelli che vi danno consigli. Ma anche siate pazienti con loro. Dare consigli è un modo di avere nostalgia. È un modo di ripescare il proprio passato dall’oblio e di liberarsene.

Riverniciando le pareti brutte e dandogli un valore che prima non aveva.

E comunque alla fine, fidatevi di me, mettete sti occhiali da sole!”

E’ilmomento! “L’unica certezza è che la vita di una ragazza appena sedicenne, questa mattina, si è fermata. Gli occhi di un innocente si sono chiusi per sempre, ennesima vittima di una colpa mai commessa. Un’altra persona al posto sbagliato nel momento sbagliato. Un altro sorriso che si spegne, congelato per sempre dal dolore. Melissa non c’è più, ma resta la paura. La classe politica, ancora una volta, si stringe attorno alle famiglie, invia le proprie condoglianze, si dice vicina ai familiari delle vittime, distante, invece, anni luce. La polizia, gli investigatori, le forze dell’ordine incespicano nell’oscuro e impervio sentiero della verità, alla ricerca di indizi e colpevoli ma c’è il rischio che, come già è avvenuto in passato, verranno coperti, celati, contaminati, nascosti. Nella peggiore delle ipotesi, ci si arrenderà, il caso scivolerà lentamente nell’oblio e verrà gradualmente cancellato dalla nostra memoria poetica. Ma proprio questo “dimenticare”, questo “assimilare” passivamente, va eliminato dal nostro Paese. In un’epoca in cui nulla ci stupisce più, dove il gossip è considerato più interessante delle sorti economiche e politiche dello Stato, in un tempo in cui MORIRE è diventato più facile che VIVERE, cosa può scuoterci, ormai? Perché i giovani italiani non sono più capaci di indignarsi, di ribellarsi? Perché la parola “rivoluzione”, ormai, è completamente distorta, svuotata di ogni significato? Su Facebook, quel meraviglioso mondo virtuale, che ci permette ogni giorno di essere informati su qualsiasi cosa accada in ogni angolo sperduto del globo, che ci emancipa permettendoci di diventare onniscienti ed onnipresenti, che ci connette con persone lontanissime, ognuno, ha il potere di esprimere la propria opinione. Oggi, l’homepage del sito più visitato del mondo è un pullulare di frasi, pensieri e voci indignate, offese , spaventate, addolorate. Moltissimi additano il lupo nero e peloso della mafia, tanti ricordano che, dietro l’angolo, l’astuta volpe dello Stato sghignazza. Innumerevoli volte si grida “Vergogna!”. Ci si lamenta del paese, della politica, della corruzione, del crimine. Ma ognuno lo fa, comodamente seduto in poltrona. Tutti emettono un grido senza voce. Ci si dice disgustati ma poi, una volta spento il pc, si torna alla propria vita. Quando, le piazze virtuali cesseranno di non esistere e si trasformeranno in qualcosa di concreto, quando ci si ribellerà al sistema, ci si farà sentire, si scenderà in piazza, si urlerà con viva voce il proprio rifiuto alla morte, all’annichilimento, alla distruzione di ogni valore, del significato profondo di ogni vita umana? Questa volta il fulmine è caduto vicino, ha colpito una ragazza, in un ambiente neutro, sicuro, protetto, come la scuola. Era una di noi, Melissa, non aveva alcun potere in Italia, non ricopriva alcuna carica, non usava soldi pubblici per alcun affare illecito, non si era macchiata di nessuna colpa. Ma oggi non c’è più, di lei restano solo le pagine bruciacchiate di un libro che  è ancora lì, a terra, mosse dal vento di una fresca giornata di maggio che per qualcuno avrà per sempre il sapore della tragedia. Tocca a noi, coetanei, conterranei, ragazzi come Melissa scrivere le pagine di quel libro, scrivere l’ultimo capitolo di una  storia che ancora può cambiare.” Chiara De Gennaro

E’ilmomento!

“L’unica certezza è che la vita di una ragazza appena sedicenne, questa mattina, si è fermata. Gli occhi di un innocente si sono chiusi per sempre, ennesima vittima di una colpa mai commessa. Un’altra persona al posto sbagliato nel momento sbagliato. Un altro sorriso che si spegne, congelato per sempre dal dolore. Melissa non c’è più, ma resta la paura. La classe politica, ancora una volta, si stringe attorno alle famiglie, invia le proprie condoglianze, si dice vicina ai familiari delle vittime, distante, invece, anni luce. La polizia, gli investigatori, le forze dell’ordine incespicano nell’oscuro e impervio sentiero della verità, alla ricerca di indizi e colpevoli ma c’è il rischio che, come già è avvenuto in passato, verranno coperti, celati, contaminati, nascosti. Nella peggiore delle ipotesi, ci si arrenderà, il caso scivolerà lentamente nell’oblio e verrà gradualmente cancellato dalla nostra memoria poetica.

Ma proprio questo “dimenticare”, questo “assimilare” passivamente, va eliminato dal nostro Paese. In un’epoca in cui nulla ci stupisce più, dove il gossip è considerato più interessante delle sorti economiche e politiche dello Stato, in un tempo in cui MORIRE è diventato più facile che VIVERE, cosa può scuoterci, ormai?

Perché i giovani italiani non sono più capaci di indignarsi, di ribellarsi? Perché la parola “rivoluzione”, ormai, è completamente distorta, svuotata di ogni significato?

Su Facebook, quel meraviglioso mondo virtuale, che ci permette ogni giorno di essere informati su qualsiasi cosa accada in ogni angolo sperduto del globo, che ci emancipa permettendoci di diventare onniscienti ed onnipresenti, che ci connette con persone lontanissime, ognuno, ha il potere di esprimere la propria opinione. Oggi, l’homepage del sito più visitato del mondo è un pullulare di frasi, pensieri e voci indignate, offese , spaventate, addolorate. Moltissimi additano il lupo nero e peloso della mafia, tanti ricordano che, dietro l’angolo, l’astuta volpe dello Stato sghignazza. Innumerevoli volte si grida “Vergogna!”. Ci si lamenta del paese, della politica, della corruzione, del crimine.

Ma ognuno lo fa, comodamente seduto in poltrona. Tutti emettono un grido senza voce. Ci si dice disgustati ma poi, una volta spento il pc, si torna alla propria vita. Quando, le piazze virtuali cesseranno di non esistere e si trasformeranno in qualcosa di concreto, quando ci si ribellerà al sistema, ci si farà sentire, si scenderà in piazza, si urlerà con viva voce il proprio rifiuto alla morte, all’annichilimento, alla distruzione di ogni valore, del significato profondo di ogni vita umana? Questa volta il fulmine è caduto vicino, ha colpito una ragazza, in un ambiente neutro, sicuro, protetto, come la scuola. Era una di noi, Melissa, non aveva alcun potere in Italia, non ricopriva alcuna carica, non usava soldi pubblici per alcun affare illecito, non si era macchiata di nessuna colpa. Ma oggi non c’è più, di lei restano solo le pagine bruciacchiate di un libro che  è ancora lì, a terra, mosse dal vento di una fresca giornata di maggio che per qualcuno avrà per sempre il sapore della tragedia.

Tocca a noi, coetanei, conterranei, ragazzi come Melissa scrivere le pagine di quel libro, scrivere l’ultimo capitolo di una  storia che ancora può cambiare.”

Chiara De Gennaro

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Kidding! E’ solo un gioco, stai giocando? Vuoi giocare? Bene, giocherò anche io! Però il tango si balla in due, allora balliamo… Poi vedremo chi uscirà con più ferite alla fine di questo splendido e assurdo ballo… Io voglio giocare, ma davvero, fino alla fine.  E sai cosa, non mi importa soffrire, stare male, piangere…  Io voglio solo giocare, ballare e correre in questo stupendo viaggio chiamato Vita! Sono nata per giocare, non con i sentimenti, balliamo ma facciamolo senza farci male! 

Kidding!

E’ solo un gioco, stai giocando? Vuoi giocare? Bene, giocherò anche io!

Però il tango si balla in due, allora balliamo…

Poi vedremo chi uscirà con più ferite alla fine di questo splendido e assurdo ballo…

Io voglio giocare, ma davvero, fino alla fine. 

E sai cosa, non mi importa soffrire, stare male, piangere… 

Io voglio solo giocare, ballare e correre in questo stupendo viaggio chiamato Vita!

Sono nata per giocare, non con i sentimenti, balliamo ma facciamolo senza farci male! 

Change! Ci sono sorrisi che ti cambiano la giornata!  Ci sono abbracci che ti cambiano la giornata! E poi…Ci sono persone che ti cambiano la giornata!

Change!

Ci sono sorrisi che ti cambiano la giornata! 

Ci sono abbracci che ti cambiano la giornata!

E poi…Ci sono persone che ti cambiano la giornata!

SomeTearsHappinessTears! Piangere per la troppa gioia?! Ora lo so, E’ possibile! 

SomeTearsHappinessTears!

Piangere per la troppa gioia?!

Ora lo so,

E’ possibile!